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Friday, December 7, 2007

Virtualbox e le finestre indipendenti

Con la versione 1.5.0 di Virtualbox è arrivata una nuova funzione, la Modalità Trasparente ("Seamless mode"); per quello che ho potuto provare funziona solo con Windows come sistema guest (quello virtualizzato) con le Guest Addition installate. Di cosa si tratta? Provate ad immaginare di avere sul vostro desktop del sistema host (la cara vecchia Debian nel mio caso) le finestre del sistema guest usabili in modo indipendente senza il desktop di quest'ultimo...
Per attivare la modalità basta premere il tasto host (di default il tasto control di destra) ed L:

Il risultato sarà qualcosa del genere:

Per tornare alla modalità desktop normale basta ripremere il tasto host e L oppure per aprire il menu di Vistualbox bisogna premere il tasto host e il tasto Home (la freccia verso in alto a sinistra sulle tastiere italiane):


L'utilità sta più nella possibilità di sfruttare le finestre del sistema guest a schermo pieno che altro, essendo, per quanto riguarda dati, risorse e compagnia bella, sempre legati al sistema guest; l'impatto visivo è però notevole!

Wednesday, April 11, 2007

Virtualizzare: Virtualbox

Dopo la puntata di Qemu, ecco il secondo strumento che uso per virtualizzare sistemi in maniera semplice e veloce: Virtualbox!

Sviluppato dalla società tedesca InnoTek, è stato recentemente reso gratuito e rilasciato quasi interamente sotto licenza GPL, motivi per cui il programma ha avuto una rapida e discreta diffusione tra gli addetti ed i media specializzati. La parola d'ordine è semplicità: non offre (per i motivi citati nel precedente articolo) tutte le opzioni di Qemu, offrendo invece un'interfaccia chiara con pochi pulsanti ed un numero ragionevolmente limitato di opzioni. La creazione di nuove macchine virtuali avviene attraverso un wizard dove vengono chiesti il nome della nuova macchina virtuale, il tipo di sistema operativo emulato (tra una lista di varie versioni di linux, windows e altri, oppure un sistema generico), la quantità di memoria di sistema da emulare e l'immagine da usare come disco di boot (con la possibilità di crearne una al volo); altre opzioni configurabili in un secondo momento riguardano la possibilità di: scegliere la sequenza di boot, aggiungere altri dischi, avviare un'immagine di un disco floppy e/o un cd/dvd in fase di boot (praticamente indispensabile per l'installazione di un sistema operativo in una macchina virtuale vuota), redirigere l'output audio via alsa o oss, cambiare le caratteristiche della scheda di rete emulata ed eventualmente aggiungerne altre, attivare il controller usb (solo versione a sorgente chiuso) e attivare un server di desktop remoto rdp (solo versione a sorgente chiuso). A macchina virtuale avviata è possibile interagire col sistema in vari modi: montando un cd (immagine .iso o lettore del sistema host) o un floppy (immagine .iso o drive del sistema host) o un dispositivo usb del sistema host (previa modifica delle impostazioni di accesso ai dispositivi usb del sistema host su cui non mi dilungo), oppure sono disponibili varie combinazioni con un tasto denominato "Host" (di default il tasto ctrl di destra) per eseguire alcune combinazioni di tasti che andrebbero in conflitto con il sistema host (i vari ctrl-alt-del per Windows e ctrl-alt-Fx per i sistemi che usano X11) e come scorciatoie per alcuni eventi di sistema (reset, evento shutdown ACPI, etc...). Alla semplicità di utilizzo aggiungete il fatto che a parità di condizioni sul mio pc risulta spesso visibilmente più veloce di Qemu e avrete una risposta alla domanda su quale dei due programmi uso più spesso!

È disponibile per Windows e per Linux.

Wednesday, March 28, 2007

Virtualizzare: un po' per gioco un po' no

Da qualche mese ormai ho iniziato ad usare un paio di strumenti di virtualizzazione, nella fattispecie qemu e virtualbox (ovviamente per chi mi conosce, su linux, anche se entrambi sono disponibili anche per ambienti Windows); si tratta di due prodotti leggermente diversi, come già si può intuire dal nome.

Qemu
Qemu consiste in un vero e proprio emulatore, capace di simulare macchine di architetture diverse con uno o più processori (o core); ogni parte della macchina viene emulata, comprese la scheda video (Cirrus Logic GD5446 oppure una generica scheda vesa) , scheda audio (Sound Blaster 16 oppure ENSONIQ AudioPCI ES1370), scheda/e di rete e varie interfacce (seriale, parallela, dischi, etc...); dispone di un modulo acceleratore (kqemu) per l'emulazione di macchine x86 su host con la stessa architettura.

Virtualbox
A differenza di qemu, virtualbox si presenta più come uno strumento di virtualizzazione, ovvero, a livello pratico fa la stessa cosa, ma solo per i sistemi host e guest di architettura x86 e con ottimizzazioni mirate a riguardo; in particolare la scheda video emulata è solo compatibile vesa e la scheda audio simula un Intel integrata. Punto forte di virtualbox è l'interfaccia grafica per la gestione delle macchine virtuali, integrata nel programma e non affidata a tool di terze parti.

Perché ho scelto questi due tool? Un motivo sopra tutti: sono prodotti open source di non difficile utilizzo (al contrario di Xen, che al momento attuale è ancora un po' macchinoso).
Altri dettagli in un'altra puntata!